CEROTTO #2
Farà male, ma ne vale la pena
“Ci sono dolori che non chiedono di essere cancellati. Chiedono solo di essere attraversati.”
Ci sono sere in cui il silenzio fa più rumore dei pensieri.
Accendi la televisione.
Scorri un film.
Una serie.
Qualcosa che tenga occupata la mente.
Poi compare una scena semplice.
Una coppia sul divano.
Si guardano.
Sorridono.
Si abbracciano.
Spengono la luce.
Si addormentano insieme.
E, all’improvviso, il cuore si stringe.
Non perché quella scena sia straordinaria.
Ma perché ti ricorda qualcosa che avevi.
O che avresti voluto avere ancora.
È incredibile come bastino pochi secondi per riportarti indietro di mesi, di anni, a volte di una vita intera.
Quando il dolore non riguarda solo una persona
Per molto tempo ho creduto che mi mancasse qualcuno.
Poi ho capito che non era tutta la verità.
Quello che mi mancava davvero era la sensazione di sentirmi al sicuro tra le braccia di qualcuno.
Il dolore non nasceva solo dall’assenza di una persona.
Nasceva dall’assenza di un luogo in cui poter abbassare tutte le difese.
Perché il bisogno di un abbraccio non è debolezza.
È profondamente umano.
La memoria ha un modo strano di proteggerci
Mi sono accorta di una cosa.
Se ripenso alla mia vita, ricordo con una precisione impressionante i momenti che mi hanno fatto soffrire.
Ricordo le parole.
Le stanze.
Gli odori.
Le date.
I dettagli.
Eppure so di aver vissuto anche tanti momenti belli.
Risate.
Feste.
Persone che mi hanno amata.
Attimi di felicità.
Ma quelli sembrano molto più sfocati.
Questo non significa che la mia vita sia stata solo dolore.
Significa che il dolore lascia impronte più profonde nella memoria.
E quando non ce ne accorgiamo, rischiamo di raccontarci una storia incompleta.
Ho pagato un prezzo alto
Crescere ha un costo.
Cambiare ha un costo.
Guarire ha un costo.
Nel cercare una vita più autentica, a volte lasciamo indietro persone, abitudini e parti di noi che non ci appartengono più.
Può capitare di guardarsi intorno e sentirsi soli.
È un passaggio che fa paura.
Perché mentre stai costruendo una nuova vita, quella vecchia non c’è più.
E quella nuova non è ancora arrivata.
È una terra di mezzo.
Ed è lì che nasce la tentazione di tornare indietro.
Non perché fosse meglio.
Ma perché era conosciuta.
Il giorno in cui ho scelto di restare
In quella sera avrei voluto correre da qualcuno.
Sentire un abbraccio.
Una presenza.
Una voce.
Invece sono rimasta.
Ho pianto.
Ho pregato.
Ho parlato con Dio.
E, per la prima volta, non gli ho chiesto di togliermi il dolore.
Gli ho chiesto di aiutarmi a comprenderlo.
C’è una differenza enorme.
Perché quando smettiamo di combattere ciò che proviamo, iniziamo finalmente ad ascoltarlo.
Ho scoperto una cosa che non avevo mai capito
Per anni ho creduto che la forza fosse rialzarsi in fretta.
Oggi credo che la forza sia anche un’altra.
Rimanere.
Rimanere quando vorresti scappare.
Rimanere quando il vuoto fa paura.
Rimanere accanto a te stessa proprio nel momento in cui ti sembra di non avere nessuno.
Quella sera non avevo un abbraccio.
Così ho imparato a non abbandonare me stessa.
Farà male.
Sì.
Farà male.
Perché ogni volta che togliamo un vecchio cerotto, la pelle sotto è ancora sensibile.
Ma il cerotto non può restare lì per sempre.
Arriva un momento in cui bisogna lasciarlo andare.
Non perché la ferita sia sparita.
Ma perché ha bisogno di respirare.
Ed è proprio lì che inizia la guarigione.
Se stai vivendo qualcosa di simile…
Forse anche tu stai cercando di riempire il silenzio.
Con il telefono.
Con il lavoro.
Con una serie TV.
Con una nuova relazione.
Con qualsiasi cosa pur di non sentire.
Non c’è nulla di sbagliato nel cercare un po’ di tregua.
Ma prova, anche solo per qualche minuto, a fermarti.
Respira.
Ascolta quello che senti.
Non per giudicarlo.
Non per eliminarlo.
Solo per dirgli:
“Sono qui. Non ti lascio solo.”
Perché, a volte, la persona che hai aspettato per tutta la vita… sei proprio tu.
Il Cerotto
“Farà male, ma ne vale la pena.”
Perché sotto quel dolore non troverai il vuoto.
Troverai la parte di te che, per anni, ha aspettato che qualcuno tornasse.
E scoprirai che la persona che non l’ha più lasciata… sei stata tu.
Una domanda per te
C’è stato un momento della tua vita in cui hai scelto di restare accanto a te stesso, anche se sarebbe stato più facile scappare?
Raccontamelo nei commenti.
Forse, senza saperlo, la tua storia sarà il cerotto di qualcun altro.
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